lunedì 14 settembre 2009

I regimi dell’oltre Dio, analisi e teleologia delle ideologie atee


PARTE SECONDA: IL FASCISMO

Il movimento fascista nasce nel ‘19 come radicalmente anticlericale, riprende le tematiche marxiste nell’organizzazione dello Stato in rapporto con le confessioni e le istituzioni religiose. Infatti proponeva a chiare lettere nel suo manifesto programmatico “il sequestro (confisca) di tutti i beni delle congregazioni religiose e l'abolizione di tutte le mense vescovili che costituiscono una enorme passività per la Nazione e un privilegio di pochi”.

Al contrario di quello che si è solito pensare comunemente Mussolini era ferocemente ateo (“Se Dio esiste gli do 10 secondi per fulminarmi, in caso contrario non esiste” una tra le tante frasi significative del suo pensiero) per poi avere una conversione, mai troppo documentata, negli anni della grande guerra. Nonostante queste caratteristiche fondamentali non si può definire il Fascismo come ateo in quanto rimane ancorato un passo prima del narcisismo, della “rivoluzione culturale”, del rifiuto della cultura classica : non cade in questo vuoto come il nazismo.

Come fenomeno complesso possiamo individuare 3 tipi di relazioni dell’ideologia fascista con la fede, il divino, il soprasensibile. Il primo è sicuramente quello figlio della carta del '19, quindi agnostico, avverso alla Chiesa, libertario: questo spirito non morirà mai e rimarrà come substrato nel regime seppure affogato dal concordato e dal totalitarismo imperfetto che doveva fare i conti con l’autorità del Papa e del Re; diciamo è questa la relazione più autentica del Fascismo con il fenomeno religioso che avrà il suo apice nella Repubblica di Salò quando Mussolini libero dai vincoli con la Chiesa riproporrà le tematiche del ’19.

Il secondo è quello del fascismo regime che accoglie la tradizione cattolica dentro di sé come componente essenziale della cultura romana e classica e come motore centrale della rinascita della nazione italiana. Elemento fondamentale di questa concordanza fu il fratello di Mussolini, Arnaldo, cattolico fervente, che condizionò non poco il duce in questo cambio di rotta.

Il terzo è il fascismo mistico, che unisce le due anime sopraccitate, in un unico continuum di religiosità e superomismo (tratto essenziale del superamento di Dio ): quasi sconosciuto al popolo che continuava a beneficiare di una educazione cattolica mista al nuovo ordine fascista, fu invece caratteristica determinante per i fascisti irriducibili come Pavolini, Stefanini e Giani.

Di queste tre correnti rimane ancora oggi la traccia e la spaccatura nel movimento neofascista preso nella sua completezza: basti pensare alla incomunicabilità tra i due movimenti più importanti dell’area, Forza Nuova e Fiamma Tricolore, divisi proprio dalla questione religiosa, cattolici tradizionalisti i primi, anticlericali i secondi, sebbene la distanza dopo l’uscita dal partito del movimento di Casa Pound sembra essersi attenuata.

Questo anticlericalismo sembra essere in ascesa nel movimento giovanile neofascista considerando le posizioni sull’eutanasia, sulle dichiarazioni del Papa in materia di sessualità ed altre tematiche etiche che caratterizzano uno sfondamento a sinistra e laicista dell’estrema destra giovanile.

Nessun commento:

Posta un commento

I commenti anonimi saranno eliminati.